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ITALIA BELLA MOSTRATI GENTILE
Italia bella, mostrati gentile
e i figli tuoi non li abbandonare,
sennò ne vanno tutti ni' Brasile
e 'un si ricordon piú di ritornare.
Ancor qua ci sarebbe da lavorar
senza stare in America a emigrar.
Il secolo presente qui ci lascia,
il millenovecento s'avvicina;
la fame abbiam dipinta sulla faccia
e per guarirla 'un c'è la medicina.
Ogni po' noi si sente dire: Vo
là dov'è la raccolta del caffè.
Nun ci rimane piú che preti e frati,
moniche di convento e cappuccini,
e certi commercianti disperati
ch' 'e tasse nun conoscano confini.
Verrā un dí che anche loro dovran partir
là dov'è la raccolta del caffè.
Ragazze che cercavano marito
vedàn partire il loro fidanzato.
Vedàn partire il loro fidanzato
e loro restan qui co' 'l sor curato.
Verrà un dí che anche loro dovran partir
là dov'è la raccolta del caffè.
Il secolo presente qui ci lascia,
il millenovecento s'avvicina;
la fame abbiam dipinta sulla faccia
e per guarirla 'un c'č la medicina.
Canzone popolare (risalente all'incirca al 1898)
Questo canto popolare ci rende testimonianza della situazione italiana all'alba del XX secolo, poco piú di cent'anni fa. Il canto č chiaramente toscano, e dipinge la situazione di una società povera, nella quale i beni e le ricchezze sono nelle mani di pochi e i giovani sono costretti ad emigrare verso altri paesi per svolgere lavori umili (qui, ad esempio, la raccolta del caffè in Brasile).
È l'immagine speculare dell'Italia dei nostri giorni, che tratta con disprezzo gli immigranti che oggi compiono lo stesso viaggio che i nostri nonni compivano cent'anni fa, alla ricerca di un lavoro e nella speranza di una vita dignitosa.
Il canto esprime la speranza che il nuovo secolo porti con sé la giustizia sociale che il 1800 non aveva saputo offrire ai suoi figli.
Molti degli emigrati che si recarono in America, soprattutto in Argentina ma anche in Brasile, furono accolti certamente meglio di quanto noi oggi accogliamo i nostri immigrati; ma molti dovettero comunque affrontare disagi terribili, lavori durissimi e povertà, e tanti non tornarono mai.
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